mercoledì 20 settembre 2017

CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni


2.2. Attoppus /Incontri: Vitalia


I colori della lampuga diventano grigi dopo morta (pescafischingshop.com)
La pesca estiva, sportiva, dilettantesca, non è un diversivo, ma un impegno preciso, quasi inderogabile.
Non avendo la pazienza di giostrare con vermi e vermiciattoli che, se muoiono non sono appetibili, se vivono si slamano, è più facile giocare con la produzione artificiale di plastica, di metallo, di gomma, di piuma o tutte le possibilità mischiate insieme, perché il pesce non lo prendi per fame, o non soltanto per fame, ma fai leva sul suo nervosismo, sul caratteraccio e sull’irritabilità che alcuni possiedono e a volte mostrano in forme disumane.
Branco di barracuda in caccia (it.wikipedia.org)
Cosa pensare di una vacchetta di trenta grammi, lunga al massimo dieci centimetri che assale un falso pesce di quindici centimetri, con un’ancora terminale che è il triplo della sua bocca?
Rabbia, sconsideratezza, estrema aggressività.
La traina che si fa dalla barca di Gigi è un’azione che, traslata nel mondo degli umani, si configura come un’istigazione a delinquere. Per capirci, si abbia presente il passaggio di una ragazza in minigonna davanti a un gruppo di magrebini arrivati ieri, abituati a pensare che le femmine abbiano i piedi perché camminano, anche se ben poco se ne scorge. 
I pesciolini finti che Gigi sceglie sono autentiche minigonne per pesci che spesso vengono proprio dai mari caldi, come il veemente barracuda o l’acrobatica lampuga.

sabato 16 settembre 2017

CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni



2.1 Attoppus / Incontri: Nicu Turreri


... le creste si rincorrono a me pare insensate... (youtube.com)
Mi piace sostare sul bordo della falesia in solitudine: contemplo il movimento delle onde, a volte quasi impercettibile, a volte violento. Quasi sempre mi dispone a un animo sereno, salvo quando le creste si rincorrono a me paiono insensate, senza costrutto, visto che poi si spengono e si riformano davanti, dietro, a dritta e a manca. Sento che il cuore mi si ferma in petto per poi accelerare senza freni subito dopo: provo distintamente dentro di me un senso di delusione, di apprensione, come capita quando ti si spiega una situazione, ma tu non riesci a coglierla comunque.
La voce del mare invece mi arriva gradita sempre, sia quando è un silenzio o uno sciacquio sommesso, che quando strepita. Il frastuono spazza via ogni mio pensiero e mi tiene con l’anima appesa, in attesa di qualcosa che non so definire. Per questo spesso tardo a distogliermi da quel piacevole inganno e non mi accorgo del tempo che passa.

martedì 12 settembre 2017

CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni

1.4 Una donna triste

La torre vista da W. In primo piano l'alta falesia a picco sul mare (Flickr)
Il giorno dopo, il martedì, era il giorno del mercatino; Amelia mi avvertì che le serviva il prezzemolo e l’aglio.
Uscii di casa, presi la Jeep e scesi sino alla Torre. Parcheggiai.
Il maestrale cantava ancora la sua pretenziosa canzone, così m’infilai un vecchio corpetto da cacciatore che avevo da tempo buttato nel sedile posteriore .
Non ostante fosse ancora presto, Amalia era là che aspettava:
- Sulla spiaggia – disse - ti viene la sabbia in faccia e non è possibile resistere. Poi il rumore delle onde mi dà sui nervi.
- Figurati se senti l’urlo del mare sulle rocce, là dietro la Torre! Ti terrorizza, direi.
- Andiamo a sentirlo – disse risoluta e s’avviò.
La seguii lentamente come potevo; vedendola di spalle capii che la sua voglia di moto era dovuta al freddo che il solito vestitino grigio a fiori ben poco riparava.

domenica 10 settembre 2017

CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni

1.3 Una donna triste


Capitò sì, ma oltre una settimana dopo.
Non che io avessi rinunciato alla mia sortita giornaliera armato di bastone di tamerice, né che Amelia stessa fosse partita. Io non sedevo più ad aspettarla sulla quarta panchina nello spiazzo davanti alla Torre, ma tiravo dritto, scendevo piano sul sentiero sassoso sino a raggiungere un gradino naturale della roccia spiovente sul mare, ben oltre la Torre.
Sedevo là col viso al vento, come un corvo sul ramo apicale dell'albero più alto
Non so a cosa pensino, nei giorni di vento, i corvi che si dondolano gratis; so invece a cosa pensavo io: a niente e a tutto. A me, ad Amelia, ai pesci, ad Amalia. Poco a quella, più spesso a quest’ultima.
Più ci pensavo, meno sapevo che cosa pensare della situazione. Fa spavento, se solo ci si pensa, ma è così. A mente fredda ero più che persuaso che non avrei dovuto pensarci proprio; nei fatti non facevo che ritrovarmi a cucire pensieri su di lei.

mercoledì 6 settembre 2017

1973

Era il 1973, una ciurma di aspiranti si accingeva a diventare geometra. Momenti spensierati di due decine di ragazzi uniti da una stessa aspettativa di studio, poi forse, di lavoro.

1978 anno del diploma; qualcuno del '73 si perse per strada, ciononostante la coesione del gruppo rimase.

Dopo, le combinazioni della vita portarono molti di quei giovani a prender strade diverse; ma gli uomini che sostituirono quei ragazzi erano ancora uniti dal quel 1973, tanto che alcuni di essi condivisero momenti felici di nuove famiglie riunite, tappe religiose, compleanni e anniversari o semplicemente una cena assieme.

Abbiamo trascorso momenti felici.
Ciao Antonello


CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni

1.2 Una donna triste

Suggestioni della Torre al tramonto (foto di Michele Medda)
Tre mattine dopo sedevo al solito quarto panchetto nello spiazzo davanti alla Torre, esattamente quello affiancato al palo del lampione. Respiravo il maestrale che increspava il mare e lo induceva a schiumare contro la parete di sabbia, a mala pena contenuto, come una buona birra ghiacciata in un boccale.
Pensavo ad Amalia, ma non avevo un piano preciso di comportamento, se mai l’avessi incontrata di nuovo. La gente a Torre dei Corsari va e viene, poteva essere rientrata al suo paese o alla città, con la prospettiva che mai più nella vita avessi potuto rincontrarla. E questo, opinai, sarebbe stato l’epilogo più degno.
Invece no: a un tratto spuntò dal tornante, il vestito era scuro, il passo meccanico a tracciare un arco di circonferenza, solo che, questa volta, virò per la tangente puntando decisamente verso di me.
- Ciao, Francu, – disse prima di fermarsi - posso sedermi vicino a te?

lunedì 4 settembre 2017

Il pozzo sacro di Sant'Anastasia di Sardara

Ovvero, finiamo il lavoro lasciato a metà...
 di Sandro Angei


   L'architetto Borut Juvanec, che ha studiato il pozzo di Sant'Anastasia di Sardara[1], ha il merito di aver individuato in quel monumento un fantasmagorico spettacolo luminoso composto da luci riflesse e luci dirette. Un gioco di luci che ha dell'incredibile, data l'epoca di costruzione del monumento.

venerdì 1 settembre 2017

CRONACHE DALLA TORRE DEI CORSARI

di Francu Pilloni

1.1 Una donna triste


Saliva dalla spiaggia camminando a testa bassa, meccanicamente, pareva contare i passi.
Aveva percorso il tornante di fronte alla Torre sul lato esterno con una traiettoria circolare più precisa di quanto lo sia quella del bordo dell’asfalto. La incrociai quando aveva appena ripreso il rettilineo; alzò gli occhi da terra per un attimo, se non per curiosità, suppongo per meglio scansarmi, dato che scendevo sullo stesso lato.
Nei suoi occhi colsi un velo di tristezza.
La salutai con un buongiorno di maniera; lei borbottò qualcosa di rimando.
Sedetti sulla quarta panchina, la prima dove diventano più basse e aiutano a distendere le gambe: soffro di un dolore al ginocchio che non indago da tre lustri e proprio là son solito riposarmi prima di riprendere la passeggiata, sia che mi inoltri oltre la Torre per consentire al mare di rapire i miei pensieri, sia che torni affaticato sui miei passi verso il villaggio.


giovedì 31 agosto 2017

Buon compleanno Gianfranco

Non mi azzardo a scrivere il suo nome in sardo, ma a fargli gli auguri sì. Avrebbe compiuto oggi 78 anni. La sua biografia essenziale è su Wikipedia. La sua biografia estesa è il suo blog: http://gianfrancopintore.blogspot.it/, uno dei più belli tra quelli dedicati alla Sardegna.
Per motivi che non so Gianfranco ha scelto su facebook questa copertina, una foto che dà il senso della pace. Buon compleanno da tutti noi.

venerdì 25 agosto 2017

Pietra su pietra - settima parte

Il ciclo virtuale di
vita, morte e rigenerazione

di Sandro Angei
e Stefano Sanna 




Nuraghe Crabia di Bauladu

   Nuraghe Crabia è accessibile da un viottolo che si dirama dalla ex S.S. 131 all’altezza di Bauladu.
   Arrivati alla torre, proseguendo in direzione Nord Ovest, già a poca distanza dal nuraghe si incontrano i primi cumuli di pietra di forma circolare; le dimensioni variano dai 2.00 m ai 3.00 m di diametro e la loro altezza dai 70 cm a 1.50 m; proseguendo ancora e percorrendo in lungo e in largo l’intera area ci si imbatte infine in un limite geografico che fisicamente divide il sito in due parti ben distinte: il rio Funtana e si