lunedì 24 luglio 2017

Pietra su pietra - quinta parte

di Sandro Angei e Stefano Sanna

Segue da : Pietra su pietra - quarta parte


Fig.1

Sito n° 5 – nuraghe Santa Marra di Busachi

   Nuraghe Santa Marra, completamente nascosto dalla vegetazione, sembra voglia lasciar la scena a quei cumuli di pietre che lo attorniano. Girando attorno al nuraghe si contano poco meno di 20 muridinas, alcune di esse presentano una piccola rampa (fig.2a e 2b) , che consente l'accesso in sommità; alcune di esse presentano la depressione riscontrata in altre muridinas (Fig.3).

giovedì 13 luglio 2017

mercoledì 12 luglio 2017

Pugilatori o Gladiatori?

Nuove scoperte sulle Statue di Mont'e Prama
di Alessandro Atzeni

Vedi anche:


La necropoli di Mont'e Prama, a Cabras (OR), nel Sinis della Sardegna, è ormai conosciuta per le incredibili statue di origine nuragica, scoperte negli anni ’70 del secolo scorso. A lungo si è dibattuto sull’identità dei personaggi di queste statue. Gli ultimi studi antropologici fatti, uniti alla pratica dell’archeologia sperimentale, forse possono aiutare in questo processo di identificazione. Per

giovedì 6 luglio 2017

DODDORI EST MORTU; BIVAT DODDORI!


de Francu Pilloni

Se per Philip Sheridan “un indiano buono è un indiano morto”, chi dirà per primo che “un indipendentista buono è un indipendentista morto”?
Avendone parlato anche la BBC, mi sento in dovere di mettere in italiano quanto ho scritto in sardo. 
In italiano, si capisce, con caratteri minimi.

Chini fut Doddori Meloni?
No ddu sciu. No isco.
Sciu chi immui est unu, s’unicu puru, chi s’est lassau morri po is ideas suas.

No hia a sciri comenti ddu paragonai a Gramsci, candu chi no m’hiat a toccai a poni impari Mussolini cun Gentiloni e Mattarella. No inci renesciu.

Dd’hia connotu in s’ierru 1980/81, assumancu aici mi parrit de regordai

In Selargius ddoi fuant duas sezionis sardistas: una de anzianus militantis, accapiaus a manus e a peis cun is meris de sa DC, insaras potentis comenti mai; s’atera de giovunus sardistas, cun ideas autonomistas e indipendentistas.

mercoledì 5 luglio 2017

I signori di Monte Prama mangiavano i meloni e i muggini di Sa Osa ed erano parte dei famosi Shardana? Per me sì

#Sherden
#Monte Prama-Maimoni
#Giants of Monte Prama-MontePramaBlog

di Atropa Belladonna

Le loro cronologie si stanno parzialmente sovrapponendo (fig.1): sono quelle che riguardano due tra i più importanti siti archeologici nuragici, entrambi nel Sinis di Cabras, a 13 km di distanza l’uno dall’altro (fig.2). La radiometria sugli inumati di Monte Prama restituisce un quadro che prendendo i valori medi degli intervalli di incertezza (cioè i valori più probabili) va da dal 1225 al 804 a.C. circa (1-9); valori cui, occorre precisare, devono aggiungersi alcuni dati che per ora appaiono anomali: in particolare la datazione dell'inumato nella tomba J "Bedini" (402-352 a.C. (3)), che Usai considera inquinata; e una certa probabilità (22.4%) di una datazione tra 642 e 554 a.C. per la T.7/2014 (1).
Il quadro cronologico delle poche ceramiche di corredo è consistente, pur con qualche discrepanza tra gli archeologi, essendo inquadrate tra il Bronzo Recente e il I Ferro (fig.1): per il frammeno di olla rinvenuto nella T. B/2014 Usai parla esplicitamente di ceramica tipo Sa Osa del Bronzo Recente, pozzo N (1, nota 25).




Figura 1. Datazioni associate a Monte Prama e Sa Osa (radiometriche su reperti organici; lo scarabeo è stato datato in base a analisi formali e di metodologia di fattura; l'ittiofauna di Sa Osa è datata in base alle associazioni ceramiche e stratigrafia); lo schema di suddivisione tra epoche (in alto) è preso da:  Depalmas, Anna (2009) Il Bronzo finale della Sardegna. In: La preistoria e la protostoria della Sardegna: atti della 44. Riunione scientifica: vol. 1: relazioni generali, 23-28 novembre 2009, Cagliari - Barumini - Sassari, Italia. Firenze, Istituto italiano di preistoria e protostoria. p. 141-154


domenica 2 luglio 2017

Pietra su pietra - quarta parte

di Sandro Angei e Stefano Sanna

vedi: Pietra su pietra- terza parte

Muridina nei dintorni di nuraghe Zroccu

Sito n° 3 - nuraghe Zroccu di Paulilatino

   Nuraghe Zroccu è nascosto alla vista; non si vede dalla strada provinciale che da Bonarcado porta a Paulilatino, né dall'alto, essendo nascosto da fitta ed alta vegetazione.

venerdì 30 giugno 2017

Caro Museo Nazionale di Cagliari perché non ti attivi (nonostante le reiterate richieste) perché si veda e si legga? C’è un bronzetto nuragico quasi al buio e una scrittura nuragica nascosta che aspettano di esistere per noi e per il mondo.

di Gigi Sanna

 
E’ da tempo ormai che abbiamo pubblicato (1) il breve saggio sul bronzetto ‘musico e ballerino’ (2), ovvero (per noi) sul sacerdote discendente di Aaronne con il diadema della santità (3). Amici, appassionati di archeologia e di epigrafia, anche archeologi ci comunicano che il diadema scritto con la voce ‘santo [al signore yhwh]’ non si riesce a leggerlo data la non buona collocazione del reperto nella bacheca museale (posto al centro tra altri bronzetti  e in zona poco illuminata). Non parliamo poi dei segni di scrittura del mantello che, piccoli come sono, risultano ancora più difficili da individuare.

   Sul detto bronzetto, di chiaro influsso cananaico – israelitico, si tenne, come non pochi ricorderanno, un vero e proprio seminario nella facoltà teologica di Oristano (Istituto di Scienze Religiose) alla presenza del noto semitista prof. Antonio Pinna che non ebbe nulla da obiettare sulle perfette concordanze tra ‘diadema’ del V.T. e diadema del bronzetto sardo. Sulla stessa presenza della scrittura con i tre segni della sade della ‘ayin e della nun ci fu un sostanziale accordo, così come per la voce ‘santo’.

 E gli ‘altri’ cosa dicono? Dopo giorni, mesi ed anni e anni come la pensano? Perché ancora non si interessano a qualcosa di stupefacente e di straordinario stante anche il fatto che la composizione dell’oggetto ‘diadema’ del bronzetto nuragico tende ad illuminare il passo, in qualche punto oscuro, del V.T? Perché il singolare sacerdote levita di YHWH (dello yhwh sardo) non lo si fa vedere, analizzare e studiare dal punto di vista non solo archeologico ma anche letterario, epigrafico e religioso?

 Non si fa altro che dire, da parte di alcuni cocciuti che vogliono opporsi in ogni modo all’idea che i nuragici scrivessero, che i documenti non ci sono, oppure che sono dei falsi o che siano inservibili perché fuori contesto ecc. ecc. Un indecoroso bla bla bla di decenni, ormai!  

 Ebbene il nostro documento c’è, eccome! Per la non falsità e per l’irrilevanza del contesto garantisce per tutti  il sommo Lilliu. Cosa si vuole di più? Non c’è invece quella scrittura? Lo si dica (si abbia il coraggio di negarla). Aaronne e il diadema non c’entrano un tubo? Lo si dica?  E’ solo un musico e un ballerino sardo del tempo nuragico del VIII secolo come dice Lilliu? Lo si confermi scientificamente.

 Caro Museo  Nazionale di Cagliari, alla mostra non lontana  ‘Parole di segni’ hai messo addirittura una lente per far vedere certi segni (nuragici non compresi tra l’altro!) di documenti poco individuabili a occhio nudo. Perché non collochi il bronzetto come Dio comanda: perché non ci fai vedere e piastra e mantello del bronzetto agevolando gli occhi di tutti con una bella lente di ingrandimento?

    Chiediamo troppo o chiediamo invece, data la struttura pubblica finanziata con i soldi dei contribuenti, qualcosa che ci spetta di diritto?  

1.        Sanna G., 2011, Yhwh e la scrittura nuragica: un successore di Aaronne con il 'diadema della Santità' nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ; in Gianfrancopintore blog spot.com (18 dicembre).

2.        Lilliu G., 2008, Sculture della Sardegna nuragica (ried. con saggio introduttivo di Alberto Moravetti), Illisso, Nuoro.

3.        V.T. , Genesi, 30 -31: Fecero la lamina, il diadema sacro d’oro puro, e vi scrissero sopra a caratteri incisi, come un sigillo, ‘santo al Signore’./ Vi fissarono un cordone di porpora, per porre il diadema sopra il turbante come il Signore aveva ordinato a Mosè’.

 

martedì 27 giugno 2017

Storia breve della più grande impresa crittologica dell’umanità che permise di svelare tutti i segreti di migliaia di anni di storia dell’antico Egitto.

tratto da un bell’articolo  di Emmanuele Somma

Di quando François andò controcorrente per decrittare i geroglifici, 2 maggio 2017

La storia che stiamo per ascoltare è un ammonimento perfetto per i giovani moderni. È la storia di un ragazzo svogliato e scontroso che per puro caso scopre il proprio talento. È la storia di una famiglia che lo sostiene. Di un impegno senza limiti. È una storia di passione, in cui l’aria rarefatta della scoperta scientifica si intreccia con le forti tinte dell’impegno politico e civile. È storia di onori, e di pericoli, di controversie e tradimenti.

È la storia, tra le più affascinanti che io abbia mai sentito, della decrittazione dei geroglifici egiziani.

E se alla fine Indiana Jones non aveva convinto vostro figlio a diventare archeologo e invece questa storia sì, sappiate che quanto si dice sulla luna e sul dito si applica anche alla vostra immediata discendenza.

Perché di crittologia stiamo parlando non di archeologia.

Ma si sa, Hollywood può far diventare anche un noioso archeologo un divo del grande schermo, ma non potrà mai rappresentare adeguatamente le centinaia di ore passate a ripetere senza successo i tentativi di una crittologa solitaria e appassionata, prima che riesca a rompere un codice impenetrabile. Ci vuole fortuna pure ad essere un personaggio.

Tutto inizia nel 1797, dopo la pace di Campoformio. Stendhal, che era uno che ne capiva, disse allora: «I giorni di Napoleone sono passati». L’anno dopo Bonaparte, alla testa di una flotta di 328 navi con 38.000 uomini, si lancia sull’Egitto.

I giorni di Napoleone sono iniziati.


sabato 24 giugno 2017

CHI MI TOGLIE UN DUBBIO?

Francu Pilloni

Oggi ho letto su L’unione sarda notizie su una donna di cui non avevo sentito mai parlare: Marianna Bussalai da Orani: http://www.unionesarda.it/articolo/cultura/2017/06/23/sardegna_al_femminile_marianna_bussalai_la_prima_sardista-8-615545.html.
La signora è morta giovane nel 1947; io non andavo ancora a scuola.
Della sua bella e sofferta vita, dice il quotidiano, ha reso testimonianza la compaesana Marta Brundu, nella sua tesi di laurea, ma – dice sempre il giornale - “Raccontare Marianna Bussalai è stata anche la missione di Francesco Casula, professore di storia e filosofia esperto di lingua sarda e storia dell'Isola”.
Dio lo benedica per questo, così ho potuto, almeno parzialmente, riempire una delle mie tante lacune di storia sarda!
Marianna è stata una donna valente, di valore - racconta Casula - , una ragazzina che con la quarta elementare, malaticcia, in un paese chiuso com’era Orani agli inizi del Novecento, da autodidatta si è fatta una cultura, non solo letteraria ma anche filosofica e politica, diventando scrittrice e poetessa e insieme leader politica. I suoi amici – con cui ha una fitta corrispondenza epistolare – sono Montanaru e i grandi dirigenti sardisti: da Luigi Oggianu a Pietro Mastinu, dai fratelli Melis (compreso il futuro presidente della Regione sarda, Mario Melis) a Emilio Lussu e Dino Giacobbe. E Sebastiano Satta, il principe del foro nuorese, il cantore della sardità, che andava spesso a trovarla ad Orani" (il grassetto è mio).
Tutto vero, c’è da giurarlo, anche in virtù della missione che il professore si è assunta.
Mi suona male, però e invece, il fatto che Sebastiano Satta andasse spesso a trovarla a Orani: Marianna Bussalai era nata nel 1904, mentre Satta morì nel 1914, quando Marianna aveva solamente dieci anni. Se si mette in conto che gli ultimi sei anni Satta li visse “in una dolorosa immobilità”, si presume che, se si fosse recato “spesso” a Orani a trovare la Bussalai, questa era ancora in fasce o, al massimo, poteva avere tre o quattro anni.
Di che avranno discusso?
Si tenga conto che Satta, già dal 1908 a causa della malattia che l’aveva colpito, era impedito di parlare e comunicava per iscritto. Che la Bussalai scrivesse e leggesse già prima di imparare a parlare?
Allora, chi mi viene in aiuto e mi toglie il dubbio che mi assilla?

sabato 17 giugno 2017

Pietra su pietra - terza parte

di Sandro Angei e Stefano Sanna

vedi: Pietra su pietra
         Pietra su pietra - seconda parte

Immagine tratta da Google Earth

Sito n° 2 – Il circolo, il cumulo, la pinnetta, nuraghe Crabia di Narbolia

      Forse sono passati trentacinque anni da quando vidi da lontano, per la prima volta, quella figura ovale sulle colline sopra Narbolia. Una figura che il mio cervello interpretò di forma vagamente circolare, dato il punto di vista. Pensai ad un recinto per il ricovero di pecore e lì finì la mia curiosità investigativa.